Ti è mai capitato di entrare in un workspace GTM e vedere tag chiamati “test-tag”, “fb-conversion-ultimissimo”, o “event-final-finale2”?
Non sei solo. E se stai leggendo questo articolo, probabilmente vuoi mettere un po’ di ordine nei tuoi tracciamenti — o evitare di finire nel caos più avanti.
La naming convention non è una formalità noiosa. È ciò che ti salva tempo, evita errori e rende tutto più chiaro quando devi tornare su un progetto dopo settimane (o peggio, quando ci deve mettere mano qualcun altro).
Perché dare un nome chiaro è già metà del lavoro
Ogni volta che crei un tag, un trigger o una variabile, stai costruendo un pezzettino di un sistema. Se quel pezzetto ha un nome confuso, rischi di dimenticarti cosa fa, dove si attiva, e perché l’hai messo lì.
Una buona naming convention:
- Ti aiuta a leggere tutto a colpo d’occhio
- Rende il lavoro scalabile (soprattutto se ci lavorano più persone)
- Ti permette di individuare errori molto più velocemente
E fidati: quando avrai 70 tag attivi e 20 eventi tracciati, non vuoi iniziare a cliccare uno per uno per ricordarti cosa fanno.
Una parentesi sul mondo media: come funziona la naming convention nel tracciamento ADV
Nel mondo media, la naming convention non riguarda solo i tag tecnici, ma si estende anche a tutto l’ecosistema della campagna pubblicitaria: nomi delle campagne, dei set di annunci, delle creatività e — ovviamente — dei tracciamenti associati.
Spesso viene utilizzata una struttura più articolata. Un esempio concreto?
nike_meta_leadgen_carousel_men18-34_q2promo
Questo nome aiuta:
- Chi fa media planning a leggere subito dove va la campagna
- Chi fa tracciamento a coordinare UTM, tag e trigger in modo coerente
- Il team analytics a riconoscere le performance in fase di report
Nella parte tecnica di GTM, puoi allinearti a questa logica per nomi come:
event-form-submit-nike-leadgen-metaclick-banner-nike-q2promo-homepagepageview-landing-nike-menshoes-retargeting
Questo approccio potenzia la sinergia tra media buyer, strategist e chi gestisce il tracciamento. E sai qual è la cosa bella? Basta decidere un formato e usarlo sempre. Ti farà sembrare — e diventare — un professionista più strutturato, preciso e affidabile.
Il mio approccio semplice (e testato) al naming
Ti propongo un metodo che uso da anni e funziona su progetti piccoli e grandi. Non è complicato. Non serve un master in ingegneria. Basta un po’ di coerenza.
Io consiglio sempre una struttura tipo:
cssCopiaModifica[tipo-evento] - [azione] - [dettaglio]
Per esempio:
event-form-submit-lead-genclick-cta-homepagepageview-landing-blackfriday
È un formato leggibile, autoesplicativo, e — soprattutto — facile da ordinare in GTM.
Consigli bonus:
- Evita sigle personali o parole che solo tu capisci
- Usa sempre trattini per separare (niente underscore, niente spazi)
- Evita abbreviazioni eccessive tipo
ev-fs-ldg(non sei su Twitter nel 2009)
Cosa nominiamo bene (e perché conta)
Questa logica la puoi (anzi, dovresti) applicare a:
- Tag: il cuore del tracciamento
- Trigger: quando e dove deve partire l’evento
- Variabili: quali dati ci servono da leggere o passare
Per esempio:
- Tag:
event-form-submit-lead-gen - Trigger:
form-submit-url-thankyou - Variabile:
url-page-thankyou
Rivedendoli fra 3 mesi saprai ancora cosa fanno. E se entra un collaboratore nel progetto, non dovrai fargli un corso accelerato sul tuo linguaggio segreto.
E se sto già nel caos totale?
Se hai un GTM disordinato, niente panico. Parti da un’area sola: i trigger, ad esempio. Poi passa ai tag. Non serve rifare tutto oggi. L’importante è iniziare.
E se lavori su progetti clienti, questo è un investimento che ti ripagherà: chi entra nel tuo workspace vedrà subito che sai il fatto tuo.
In conclusione: nomina meglio, lavora meglio
Dare un nome corretto a un tag non è una perdita di tempo. È un regalo che fai al te stesso di domani.
È come lasciare una mappa chiara in un labirinto di codice: ogni volta che ci torni, sai esattamente dove andare.
FAQ – Tutto Quello che Devi Sapere sulla Naming Convention nei Tracciamenti
1. Quali sono le 4 principali tipologie di naming convention?
In ambito dati e sviluppo, le naming convention più comuni sono:
- snake_case → usata nei database e codice (
form_submit_event) - camelCase → tipica in JavaScript e variabili GTM (
formSubmitEvent) - kebab-case → perfetta per file, tag GTM, nomi leggibili (
form-submit-event) - PascalCase → usata in linguaggi di programmazione per classi (
FormSubmitEvent)
Nel tracciamento marketing, ti consiglio il kebab-case: è leggibile, coerente e si integra bene nei tag e nei fogli condivisi.
2. Quali sono degli esempi pratici di naming convention ben fatte?
Ecco alcuni esempi che puoi usare subito o adattare:
event-form-submit-lead-genclick-header-ctapageview-landing-blackfridayscroll-depth-50-homeevent-add-to-cart-ecommerce
Ogni nome racconta cosa fa il tag, dove si attiva e perché esiste. Ed è proprio questo lo scopo di una buona naming convention.
3. Quali sono 5 diversi approcci per nominare le variabili in GTM?
Le variabili meritano lo stesso ordine dei tag. Ecco 5 approcci coerenti:
url-page-thankyou– chiara e descrittivaclick-text-cta– riferita all’elemento attivatoform-field-value-email– utile per tracciamenti avanzatiscroll-depth-percentage– specifica e ricercabiledataLayer-user-type– legata al contenuto presente nel dataLayer
Consiglio: nominare secondo la funzione, non secondo il caso d’uso. Se un valore può cambiare, il nome della variabile dovrebbe restare stabile.
4. Qual è la naming convention “corretta” da usare?
Non esiste UNA naming convention perfetta. Esiste quella giusta per te e per il tuo team, purché:
- Sia coerente e replicabile
- Sia documentata in un foglio condiviso
- Aiuti a capire cosa fa un tag/variabile senza aprirlo
Nel dubbio, scegli semplicità e chiarezza. E se lavori in media/adv, allinea i nomi ai codici delle campagne pubblicitarie per una lettura trasversale tra piattaforme.